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IL SIGNORE E' CON TE

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Cosa intendiamo con l’espressione “Il Signore è con te”? Perché l’angelo dice a Maria questa espressione? Qual è il significato di questa espressione? “Il Signore è con te” significa che il Signore è presente nella tua vita. Quel Dio lontano, quel Dio che dimora nei cieli, pur senza lasciare i cieli, adesso si fa uomo; in te, si fa presente, abita in te. I cieli che sono, per così dire, il tabernacolo dove Dio dimora, non sono l’unico tabernacolo di Dio, non sono l’unica casa di Dio: adesso tu sei il tabernacolo di Dio: Dio abita in te, dimora in te, è presente in te.
“Il Signore è con te” dice il passaggio di Dio che dal cielo, per così dire, scende sulla terra e comincia a vivere una vita tra gli uomini, come tutti gli uomini. E’ il cuore del Cristianesimo: Dio si fa uomo, Dio l’inaccessibile diventa, invece, accessibilissimo e lo si può incontrare, si fa presente, misteriosamente, ma realmente nella nostra vita.
“Il Signore è con te” è l’affermazione forte, decisa, del cuore del Cristianesimo, è il cuore del Cristianesimo, il centro della a nostra fede, è la Sua Presenza: la Presenza di Dio nella storia, nella nostra vita.
“Il Signore è con te” è credere alla Presenza di Cristo Signore qui, su questa terra, nella nostra storia. La sintesi di tutto il messaggio evangelico è, l’ultima parola del Vangelo: ” Ecco, Io sono con voi sempre fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
Sono queste le parole che hanno fatto cambiare la mia vita. La Sua Presenza è la realtà più importante che ci sia al mondo, nella mia vita. “Ecco io sono con voi”: non rimane altro che la Sua Presenza.
“Il Signore è con te” è la certezza che Dio è presente nella mia vita, perché senza la sua Presenza la mia vita non avrebbe alcun senso; se non realizzo l’incontro con Lui, che senso ha la mia esistenza, breve o lunga che sia?
“Il Signore è con te” è credere alla Presenza di Cristo nella storia. Quel Dio che, fino ad allora, forse, Maria pensava che abitasse nei cieli, adesso le viene annunciato che vuole abitare con lei, vuole prendere dimora in lei, si fa presente veramente e anche fisicamente nella sua vita.
Crediamo sul serio, fermamente, alla Presenza di Dio, alla Presenza di Cristo? Sì, rispondiamo, ma, in realtà, fondamentalmente, crediamo all’esistenza di Dio, che Egli è presente in cielo, in terra ed in ogni luogo. Crediamo che Egli vive veramente tra noi, in noi, che Egli è rimasto qui, su questa nostra povera terra e continua a passare, camminare sulle strade della nostra vita?
“Il Signore è con te” dice chiaramente che il Signore non abita “tranquillo” nei cieli e magari ogni tanto li lascia per scendere a vedere come stiamo noi poveri uomini! No, il Signore non sta con te di tanto in tanto, in certe situazioni magari dolorose e poi lo incontrerai per sempre nell’altra vita, ma è con te, ora qui, in ogni istante della tua esistenza: “Ecco, io sono con voi sempre”.
Allora, come il cristiano può riconoscere la Presenza di Cristo nella storia? Beninteso: “riconoscere la Presenza”, non semplicemente dire che Cristo è presente, perché se egli è “veramente” presente, lo devo “veramente” riconoscere, lo devo “veramente” incontrare.
Ci sono tanti segni che Gesù ha lasciato, tante modalità che ha inventato, che ci assicurano che Egli è presente. Come, dunque, il Signore è con te, come il Signore vive concretamente nella tua vita? Come si fa a sentire la Presenza del Signore?
Facciamo attenzione: non si tratta di sentire un sentimento vago, emozionante, come quando si dice: “Sento dentro qualcosa…”. No, la certezza che il Signore è con te viene non da quello che tu senti dentro, ma dal fatto che Egli veramente si offre a te, si dona a te, si fa presente in te. Non dipende da te, ma da Lui: Egli è la Presenza.
Quali sono, dunque, i segni certi che il Signore è con te, è presente nella tua vita e tu puoi realmente incontrarlo? Egli stesso te lo dice: “Dove due o più sono radunati nel mio nome, là io sono presente in mezzo a loro” (Mt 18,20). Gesù assicura la sua Presenza quando i credenti in Lui si radunano nel Suo nome. Nel momento in cui ci troviamo raccolti insieme e lo invochiamo, egli si fa realmente presente. E’ questa una prima modalità della sua Presenza.
Inoltre Gesù Signore assicura la Sua Presenza nell’Eucarestia: ”Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue” (Mt 26,26-27); “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui” (Gv 6,56).
Ancora: Gesù assicura la Sua Presenza nei successori degli apostoli: il papa, i vescovi, i sacerdoti: “Chi accoglie voi – dice agli apostoli – accoglie me” (Mt 10,40). Accogliere un sacerdote nel Suo nome è accogliere Gesù. Nella liturgia e nei sacramenti il sacerdote agisce “in persona Christi”. Nella celebrazione eucaristica, chi dice le parole: “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”? Le dice Cristo, perché, se le dicesse il sacerdote, dovrebbe dire: “Questo è il corpo di Cristo…”. Egli dunque si fa presente nel sacerdote.
Ancora: Gesù si fa presente ancora nella Parola. Il Vangelo non è il libro che parla di Cristo, ma è Cristo stesso che parla. Egli ha assicurato la Sua Presenza nel Vangelo. Ascoltare il Vangelo significa ascoltare Gesù Maestro, come un tempo i suoi discepoli nelle strade della Palestina.
Ancora: Gesù si fa presente ogni volta che celebriamo i sacramenti. Sant’Agostino diceva: “Pietro battezza? E’ Cristo che battezza, Giuda battezza? E’ Cristo che battezza”. Diceva san Leone Magno: “O Cristo, io ti incontro oggi nei tuoi sacramenti”; e sant’Efrem: “Io ti abbraccio, o Signore, nei tuoi sacramenti”.
Ancora: Gesù ha assicurato la Sua Presenza nel povero, nel bisognoso: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare” (Mt 25,35). Il povero è Cristo. Difatti, Gesù stesso ricorda: “Ogni volta che avete fatto queste cose ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40). E’ veramente presente nel povero, come lo è nell’Eucarestia, nel sacerdote e nella comunità radunata nel suo nome. ”Avevo fame e mi avete dato da mangiare... ero carcerato e siete venuti a trovarmi” (Mt 25,36). Anche nel volto del carcerato si deve incontrare il volto di Cristo. Sappiamo riconoscere veramente la Presenza di Cristo in un uomo condannato e gettato in carcere? Probabilmente , ci viene difficile perché siamo portati a giudicarlo e a condannarlo come ha fatto la giustizia umana, ma una cosa è esprimere un giudizio sulle sue azioni (e ciò non è male), altra cosa è condannare proprio lui, cioè la persona che le ha compiute (e ciò è male!). Cristo ha assicurato la Sua Presenza anche nel carcerato.
Ancora: Gesù è presente nell’ammalato: “Ero malato e mi avete visitato” (Mt 25,36). Curare un malato è curare Gesù. Se solo pensassimo alla possibilità concreta che Egli ci offre per essere da noi incontrato e che veramente possiamo servirlo, accudirlo, consolarlo in ogni persona sofferente nel corpo e nell’anima!
Ancora: Gesù ha assicurato la Sua Presenza nel bambino: “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me” (Mt 18,5). Il volto di un bimbo suscita immediatamente tanta tenerezza... Ma ciò non basta: Gesù si rende presente in ogni fanciullo, in ognuno di loro vuole essere amato. Egli si fa bambino, egli è in ogni bambino del mondo.
Che cos’è il Cristianesimo? Il Cristianesimo è la Sua Presenza. Tutto è segno della Sua Presenza. Non rimane altro che la Sua Presenza.
“Il Signore è con te” significa che questo Dio lontanissimo si è fatto vicinissimo, questo Dio irraggiungibile, adesso vive con me e posso incontrarlo sempre, momento per momento. Dicevano i santi Padri della Chiesa antica: “Alza la pietra, e mi troverai; gira il legno ed Io sono lì”. Tutto è segno della Sua Presenza e quindi ovunque e sempre tu puoi incontrare Lui.
Ad esempio, San Francesco incontrava Gesù Cristo anche nei vermi, mentre ricordava il salmo 22,7: “Io sono verme, non uomo”. Cristo, sulla croce, è diventato come un verme, si è fatto ammazzare come un verme, per cui anche nel verme Francesco riconosce la Presenza di Gesù. Sempre. Per il santo di Assisi, non rimane altro che la Presenza di Gesù. Quando infatti si recò dal papa, la prima volta, si mise a ballare, pieno di gioia. E ai cardinali e ai fraticelli stupiti e sconvolti, disse con semplicità dicendo: “Ballo di gioia, perché sono davanti al mio Signore”. Anche quando giunse la morte, Francesco si mise a cantare di gioia, e richiamato da frate Elia da Cortona, perché la gente lì attorno può meravigliarsi, risponde: “Lasciami cantare, perché vado incontro al mio Signore”. Anche la morte diventa incontro con Lui, anche nella morte riconosce un segno della sua Presenza. “Laudato sii, o mio Signore, per sorella morte”. Chiama “sorella” la morte perché anche anch’essa è un passaggio di Dio, l’incontro con Lui.
Ecco: il cristianesimo è la Sua Presenza. Il cristianesimo prima di essere una dottrina da imparare, è un incontro da realizzare. E’ l’incontro con una persona che realmente è presente: Gesù. Se non realizzi questo incontro, puoi pure conoscere tutta la teologia, ma non serve a nulla, può solo soddisfare il tuo desiderio più o meno superbo di conoscere Dio e il suo insegnamento.
“Il Signore è con te”. L’angelo lo dice a Maria, e ora il Signore lo dice a ciascuno di noi: “Io sono con te”. “Ecco, Io sono con voi sempre fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Ci credi? Se ci credi veramente, tutta la tua vita cambia. Non è facile riconoscere Gesù sempre, soprattutto nella sofferenza e nella solitudine. Eppure il tuo Dio non è in cielo, è con te, perché si è fatto uomo, come te ha sofferto la solitudine, l’ingratitudine, l’ingiustizia; come te e più di te ha vissuto le tue stesse esperienze e quindi è vicino a te e continua a vivere con te, in te. Sempre!


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